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4 settembre 2007
PRIMO GIORNO DI CACCIA: 493 MORTI.
Domenica scorsa, al primo giorno di apertura della caccia, nelle nostre valli c’è stata una vera e propria “mattanza” di camosci. E il termine “mattanza” non è usato a sproposito, perché quando in un solo giorno si riescono ad abbattere tutti i capi di camoscio maschio ammessi dalla legge, si tratta di una operazione di “omicidio” di massa. Non la si può descrivere diversamente!
Apprendiamo da un articolo apparso ne La Prealpina di ieri, 4 settembre, che i cacciatori sono rimasti ben contenti dei risultati ottenuti al primo giorno di caccia, e come dargli torto: domenica nei nostri boschi ancora baciati da un sole caldo sotto un cielo terso e blu intenso, mentre noi camminavamo tranquilli per sentieri godendoci questi ultimi giorni di tepore estivo, sono stati sparati almeno 493 colpi di fucile, che hanno ammazzato altrettanti ungulati. Tra di essi, due mamme di capriolo in allattamento, i cui figli avranno ormai vita breve. Nel comprensorio VCO 1 (Verbano e Cusio) si è già raggiunto il limite massimo di maschi di camoscio abbattibili, quindi state attenti: se nei prossimi giorni di questa stagione di caccia vedrete qualcuno con un camoscio maschio ammazzato, avvisate immediatamente la Polizia Provinciale (335-5985401). Lo stesso vale per la Valle Vigezzo e si prevede che da domani la situazione sarà uguale per tutto il resto del comprensorio del VCO.
Il segretario del comprensorio VCO 3, Maurizio Pianola, dichiara nell'articolo che le preoccupazioni dei cacciatori per l’apertura anticipata della stagione si sono rivelate tutto sommato inutili e che anzi, “non era mai accaduto di cacciare così tanti animali nella prima giornata”. L’ispettore della polizia provinciale dichiara che l’apertura anticipata della caccia è stata decisa per seguire il “ciclo biologico degli animali” e che siccome si sono abbattuti tanti animali il primo giorno, vuol dire che “la popolazione degli ungulati nel nostro territorio sta aumentando”.
Di fronte a dichiarazioni del genere c’è da restare un po’ confusi… e certe domande, che possono sembrare ironiche, vengono però spontanee: ma se i cacciatori erano tanto preoccupati per questa apertura anticipata della caccia, perché non hanno lasciato i fucili a casa ancora per qualche settimana? E non sarà per caso che se quest’anno per la prima volta si sono cacciati tanti animali al primo giorno, questo risultato dipenda proprio dal fatto che per la prima volta si è cacciato al 2 di Settembre? In questi giorni infatti i piccoli si stanno ancora svezzando e stanno facendo le prime esplorazioni del territorio, ancora accanto alla madre. Motivazioni valide che avrebbero dovuto convincere l’amministrazione provinciale a non anticipare di così tanto l’apertura della stagione.
Dobbiamo pensare che quest’anno il ciclo biologico dei nostri ungulati ossolani è in anticipo di un mese sui tempi degli anni scorsi? Infine, non è un po’ azzardato usare il numero di morti al primo giorno di caccia come indice di censimento degli animali? L’aumento di ungulati nel nostro VCO sarà stato evidente già nel censimento fatto per decidere il numero di capi abbattibili… o il ragionamento che stiamo facendo si basa su una onestà delle procedure che dovremmo invece mettere in dubbio?
Non possiamo certo pretendere di arrivare all’abolizione totale della caccia, sebbene non riusciamo a comprendere la soddisfazione che prova un essere umano ad uccidere un animale totalmente indifeso e innocuo. Ma possiamo chiedere che la caccia venga regolamentata da leggi intelligenti e soprattutto possiamo chiedere di risparmiarci certi discorsi assurdi, a livello di “presa in giro” (perché non siamo dei pirla). |
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