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4 aprile 2008
LAGO TANA: PERCORSO NATURALISTICO, DI SOPRAVVIVENZA
O DI CACCIA? Vi pubblichiamo per esteso quanto abbiamo scritto al Sindaco di Crevoladossola e a tutti gli organi competenti: Ci fa molto piacere sapere che il Lago Tana, a Crevoladossola, stia suscitando da qualche settimana l’interesse dell’amministrazione locale e della gente del posto, perché tra gli obiettivi che COMETA si era preposta per il 2008 c’è anche la sistemazione e il miglioramento delle condizioni proprio di quell’area, tanto importante dal punto di vista ambientale e interessante dal punto di vista culturale e turistico. Dal sito del Comune di Crevoladossola si leggeva: “La Ca.Ri.Plo aveva concesso un finanziamento di € 65.000,00 destinate alla realizzazione di un’area naturalistica nell’ambito del lago Tana. Con l’impiego di ulteriori € 65.000,00 reperiti dal Comune, si era previsto di progettare e realizzare un ambiente idoneo perché diventi oasi di rifugio, di passo e di riproduzione dell’avifauna. L’area verrà inoltre attrezzata per consentire attività di svago, di ricerca e di didattica, collegate alla presenza dell’Oasi, diventando attrazione per un turismo naturalistico e didattico.” Sul sito del Comune di Crevoladossola recentemente ristrutturato, sempre riguardo al Lago Tana leggiamo ancora: “L’area mostra una forte potenzialità dal punto di vista naturalistico con un habitat idoneo ad ospitare avifauna, stanziale e di passo. La presenza di specie rare e schive la rendono meritevole di interventi volti alla sua completa rinaturalizzazione ed ad una attenta conservazione. La sua specificità e singolarità ne suggeriscono la sua fruizione didattico-naturalistica, attraverso percorsi capaci di avvicinare l’utente alla natura di questi luoghi. Essa è stata, recentemente, oggetto di alcuni primi interventi, non solo normativi di tutela, ma anche indirizzati alla sua rinaturalizzazione. Le opere eseguite mirano a meglio integrare l’interazione tra l’uomo e la natura senza comunque andare a intaccare le porzioni del territorio caratterizzate da elevata valenza naturalistica.” Progetto che poteva sicuramente essere interessante e che dal sito risultava terminato. In realtà i fatti, come spesso accade, sono ben diversi dalle buone intenzioni messe sulla carta. Lo scorso autunno siamo andati a vedere questo percorso naturalistico, preoccupati per le segnalazioni dei nostri soci, che ci parlavano di sentieri abbandonati, cartellonistica incompleta e soprattutto cacciatori e pescatori che svolgevano la loro attività nell’area, del tutto indisturbati. Il risultato del nostro sopralluogo è tutto da vedere nelle foto che abbiamo scattato (la situazione è stata ricontrollata pochi giorni fa, ed è tutto uguale):
- Segnaletica del percorso insufficiente e poco chiara. A metà percorso ci si trova davanti al muro del ponte stradale, senza poter andare oltre! Qui sembra ci dovesse essere un altro pannello esplicativo che non abbiamo visto. Per continuare si deve quindi tornare indietro e proseguire, per intuizione, sulla strada, in curva e senza marciapiede. Sull’altro lato del Lago, non è segnalata la fine del percorso e proseguendo si giunge in un deposito di materiale edile.
- Sponde del lago e del canale non protette. Non è presente alcun tipo di protezione da cadute accidentali e di schermature (nonostante siano descritte nei pannelli esplicativi lungo il percorso).
- Lavori in corso dell’ENEL privi di segnalazioni di pericolo.
- Tratti di fogna a cielo aperto.
- Postazioni per birdwatching mal funzionanti, sporche e usate dai cacciatori. Due baracche di birdwatching in legno, con porte difficili da aprire e chiodi arruginiti esposti, usate come deposito di cemento per i lavori dell’ENEL e come postazione di caccia (abbiamo trovato anche un paio di seggiole all’interno di una di esse, pacchetti di sigarette vuoti e, sulla direzione migliore per il tiro, inequivocabili mucchietti di piume…).
- Tratto del percorso su sterrato carrozzabile, con evidente disturbo sia della fauna sia dei naturalisti.
- Nidi di pipistrelli troppo bassi. I nidi sono posizionati sugli alberi a soli 2 o 3 metri, quando dovrebbero invece trovarsi molto più in alto (almeno a 4 metri).
- Rampe per i pesci inutilizzabili. Dovrebbero fungere da rifugio per pesci e anfibi (descritte nei pannelli esplicativi), ma sono piene di erbacce e secche.
- Rifiuti ovunque, lungo le sponde del lago, lasciati si presume da cacciatori e pescatori (bottiglie, scatolette dei vermi, cartacce…).
- Cacciatori e pescatori in gran numero, su entrambe le sponde. La cosa ancora più assurda è stata proprio il vedere cacciatori sulle sponde del Lago, all’interno del percorso naturalistico, che avevano posizionato i richiami in acqua e attendevano, con i fucili pronti a sparare! Che interessante modo di fare birdwaching! Chi, come noi, stava facendo una passeggiata nel verde, anche famiglie con bambini, doveva stare attento a non finire sulla loro traiettoria.
Le buone intenzioni decantate sulla carta si sono trasformate in un paradosso: un percorso di birdwaching che dovrebbe essere un’attrattiva turistica e un rifugio per la nidificazione delle specie migratorie, che invece giace abbandonato e in balia di cacciatori e pescatori. Come si può pensare di attirare i turisti e i naturalisti locali e non, con un percorso di birdwatching aperto alla caccia e alla pesca? È semplicemente assurdo. Inoltre, questa incongruenza si ingigantisce ancora di più se consideriamo il fatto che abbiamo scoperto che l’area del Lago Tana è una ZPS (Zona a Protezione Speciale) – zone dichiarate a livello europeo come di assoluta importanza per il transito e la nidificazione di uccelli anche rari. Infatti, anche nella proposta di PTP pubblicata sul sito della Provincia del VCO il Lago Tana è indicato come “corridoio ecologico fluviale primario” e “punto d’incontro di due ambiti di interconnessione matrice/corridoio da creare e potenziare”. Per queste ZPS è prevista la massima protezione della biodiversità e sono stati anche elargiti contributi dalla Comunità Europea per la loro istituzione e gestione. Ci sembra quindi ridicolo che in esse sia possibile cacciare! Chi glielo spiega a pesci e uccelli che devono evitare il Lago Tana per sopravvivere? Gli animali non conoscono i confini burocratici di noi esseri umani ed è quindi nostro compito creare queste aree protette con intelligenza. La Provincia del VCO non è certo tra le zone più attente alla protezione dell’ambiente, carente anche nell’individuazione di aree ZPS, decisamente limitate rispetto al resto di Europa e Italia. Se poi, faticosamente definite e istituite queste zone, si consentono la caccia e la pesca anche nei corridoi di percorrenza principali, andando contro ogni elementare principio di protezione della biodiversità, c’è poco da rallegrarsi. Il Sindaco di Crevoladossola, Dalla Pozza, ha chiesto nuovi contributi per concludere i lavori (ma non erano già stati dichiarati conclusi?) chiudendo il percorso ad anello e realizzando un altro ponte. COMETA, ben lieta che s’intenda sviluppare il Lago Tana dal punto di vista turistico, didattico e culturale, chiede al Sindaco e a tutte le autorità coinvolte che questo luogo sia davvero valorizzato con un percorso naturalistico serio e che siano davvero tutelate le specie che vi trovano rifugio e l’ecosistema tutto, vietando l’attività venatoria e la pesca su tutta l’area. Non basteranno i ponti in legno e le cabine di birdwatching ad attirare i turisti, se non ci sarà più nulla da osservare. Ed è garantito che nessun turista, né locale né straniero, verrà mai a fare birdwatching a fianco dei cacciatori. Il percorso naturalistico dovrebbe essere realizzato in modo serio e sensato, per rispetto dell’ambiente, degli animali, della gente del posto, dei turisti e anche di chi si è impegnato ad elargire fondi. Siamo speranzosi e convinti che queste nostre preoccupazioni troveranno una seria ed efficace rassicurazione da parte del sindaco di Crevoladossola e di tutte le autorità competenti coinvolte nel progetto, e ci rendiamo anche disponibili per un eventuale approfondimento del problema. |
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