Il calendario di luglio: Genevieve ritrovata
Genèvieve, la protagonista del nostro calendario di luglio, ha avuto la fortuna di vivere in un’ area chiusa, e se l’ è cavata alla grande per più di vent’ anni.
Ma non tutti i nostri animali sono così fortunati.
E’ di questi giorni la notizia che la Regione Piemonte, su proposta della Lega Nord, ha ulteriormente liberalizzato la caccia agli ungolati e ad altre specie. Di più, vista la progressiva diminuzione del numero dei cacciatori piemontesi, la caccia in Piemonte è stata aperta anche ai cacciatori provenienti da fuori regione. Questo turismo venatorio, questo correre qua e là per la nazione animati solo dalla volontà di uccidere creature indifese, non è forse ancora peggiore del turismo sessuale?
E’ stata ammessa anche la caccia con fucili a canne rigate, il che significa dare in mano al cacciatore un’ arma non dissimile da un fucile da guerra, con centinaia di metri di gittata utile: nel 2010 vi sono stati 34 morti e 73 feriti durante le battute di caccia (tra cui alcuni semplici passanti), quanti saranno quest’ anno? *
Segnali di incurabile inciviltà che la nostra regione dà all’ Italia e al mondo, sacrificando migliaia di vite sull’ altare dell’ opportunità politica, consegnandole alle doppiette di una sottospecie umana crudele e fanatica, la cui ragione di vita è l’ assassinio legalizzato di animali inermi.
Cometa invita tutti i suoi Amici e simpatizzanti, ma anche tutti gli amici degli animali e tutte le persone di buon senso a opporsi sempre e comunque alla caccia e ricorda che - dopo oltre vent’ anni dalla richiesta popolare del 1988 - la Corte d’ Appello di Torino, con una sentenza della fine del 2010, ha finalmente fatto obbligo alla regione Piemonte di indire un referendum regionale per imporre drastiche limitazioni all’ attività venatoria. In questa occasione potremo così rispondere compatti alle strumentalizzazioni politiche dei nostri dissennati governanti.
* a quanto si legge sul sito della Lega per l’ Abolizione della Caccia, si osserva “un incidente mortale ogni 3.464.919 giornate lavorative e un incidente mortale ogni 544.186 giornate di caccia. Ne risulta, dal rapporto fra le due ultime cifre, che si muore di caccia 6.37 volte più frequentemente che sul lavoro”. Sono dati di qualche anno fa, ma non c’ è ragione di pensare che quelli attuali siano molto diversi
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