L’ insegnamento del “caso Elliott” di Trobaso: rompere le scatole serve.
Durante il mese di ottobre ci è stata segnalata la presenza, a Trobaso, di un pastore tedesco confinato in un piccolissimo recinto e praticamente abbandonato a sé stesso, a grufolare tra le sue feci, dal proprietario che lo lasciava anche per più giorni senza cibo né acqua. Un vicino di casa, sostenitore di Cometa si era anche impegnato a curare l’ animale, per l’ appunto di nome Elliot, ma il proprietario non ha voluto sentire ragioni.
Si è allora deciso di effettuare una pressione crescente su tutte le istituzioni che, a vario titolo, avrebbero potuto intervenire: l’ ASL, contatti informali con le forze dell’ ordine, il sindaco di Verbania e altri. Non sappiamo per merito di chi, ma ecco che d’ improvviso il recinto si è allargato ed è stato pulito e che il nostro sostenitore ha avuto l’ accesso al cane.
Ciò perché la questione, da rapporto privato tra un cane sfortunato e un proprietario per lo meno inadeguato, è diventata sufficientemente pubblica da spingere qualche autorità a intervenire ma anche da intimorire (o almeno sensibilizzare) il proprietario, tanto più da quando ha cominciato a trovarsi appelli degli Amici degli Animali di Verbania appesi al recinto (vedi foto). Naturalmente la situazione è lontana dall’ essere risolta e continua a richiedere una sorveglianza giornaliera.
Si tratta di un piccolo fatto, come accadono tutti i giorni, ma che dimostra che, anche se una singola autorità locale può mostrarsi pigra, sorda, reticente o formalmente impossibilitata ad intervenire, maggiore è la pressione che il cittadino può esercitare e la notorietà che data al caso, maggiore è la speranza che chi ne ha il potere faccia qualcosa. |